CESENA, 44m. Circa 90.000 abitanti. Patrono: San Giovanni Battista.
Situata nel cuore della Romagna, in posizione equidistante da Forlì e da Rimini lungo il tracciato della Via Emilia, sulla destra del fiume Savio e ai piedi del colle Garampo. Ha origini remote ma incerte.
Città compatta, chiusa in una cerchia muraria tre-quattrocentesca, dalla caratteristica forma di scorpione.
UN PO' DI STORIA:
Fu centro romano con il nome di “Caesena” cui viene talvolta aggiunta l'epiteto “curva”, derivato dall'insolito andamento arcuato della Via Aemilia attorno al colle Garampo.
Dopo aver fatto fatto parte dell'Esarcato ravennate, fu retta a Comune nel sec. XI e, successivamente, fu continuamente in lotta con le località vicine fino a subire una totale distruzione nel 1377 a opera delle truppe bretoni di Roberto di Ginevra inviate da Gregorio XI.
Per quasi tutto il Quattrocento, fu governato dai Malatesta; poi dal sec. XVI restò sottoposta allo stato della Chiesa ininterrottamente fino al secolo XIX, tranne agli inizi del Cinquecento con l'effimera conquista del Valentino.
Dell'impianto romano della città si hanno poche notizie ma alcuni importanti ritrovamenti archeologici e il fenomeno della centurazione conservatosi in modo ottimale, rivelano una forte vitalità della zona attorno al III-II sec. a.C.
La storia riconoscibile di Cesena comincia dopo la distruzione bretone, con la ricostruzione avviata da Galeotto Malatesta verso la fine del Trecento.
Dal 1465, dopo la fine della signoria Malatestiana, ci fu un intermezzo Borgiano, seguito da un lunghissimo periodo di stabile dipendenza dallo stato pontificio durato più di tre secoli e nei quali non vi fu particolare innovazione.
L'Ottocento, invece, fu caratterizzato dalle soppressioni napoleoniche degli enti religiosi e dalla costruzione di alcune strutture urbane di pubblico servizio (il foro annonario, la pescheria, edifici scolastici).