PIAZZA DELLA VITTORIA
ampio spazio alberato tangente alla cortina medievale, ebbe, già in età romana, rilevanza per le comunicazioni extraurbane in quanto qui confluivano, per varcare il torrente Tessino ed entrare in città.
Il PONTE antico, detto SANGUINARIO perchè nei pressi vi si martirizzavano i cristiani (altre fonti pensano derivi dal nome “Sandapilarius” della Porta del vicino anfiteatro) è da secoli interrato per il naturale spostamento a nord del torrente, registrato già nel XIII secolo.
Scendendo le scale antistanti il Monumento a Garibaldi (Silvestro Silvestri-1884), se ne possono osservare i resti.
VIALE TRENTO E TRIESTE
il rettilineo, che si stacca verso nord al di là del moderno ponte S.Gregorio, fu tracciato attorno al 1860 per collegare la città storica alla Stazione ferroviaria. Il piazzale davanti a questa è dominato da una grandiosa composizione in ferro, il “Teodolapio” di Alexander Calder (1962), realizzata per il Festival dei Due Mondi.
PIAZZA GARIBALDI
era anticamente chiamata campo San Gregorio o La Valle, a margine estremo dell'urbanizzazione extramuraria incluso nella seconda murazione.
PORTA S. GREGORIO O GARIBALDI fa da tramite tra Piazza della Vittoria e Piazza Garibaldi e nel Duecento costituiva il principale ingresso alla città murata a nord. Rifatta in forme turrite nel XV secolo e ancora nel 1825 da Leone XII ed infine ricostruita a due fornici dopo la distruzione da parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale che nel 1944 la fecero saltare.
CHIESA DI SAN GREGORIO MAGGIORE
Chiesa romanica innalzata nel 1079 su un preesistente edificio di culto dedicato al martire spoletino, presso un'area cimiteriale cristiana. Venne consacrata nel 1146 e successivamente in parte rinnovata fino al XVIII secolo. Nel 1907 ebbe ripristinati il prospetto e nel 1947-48 l'interno.
La facciata del XII secolo fu sopraelevata nel '300 a imitazione del Duomo.
A sinistra del Portico (del '500) si apre la trecentesca CAPPELLA DEGLI INNOCENTI, affrescata probabilmente dagli Angelucci di Mevale con “scene della vita di S. Abbondanza” (sepolta in questa chiesa dove, a detta di una iscrizione sul potico, furono inumati diecimila martiri).
Il campanile, a destra della facciata, risale al XII secolo e fu costruito con materiale di spoglio di età romana e sopraelevato sul finire del '400.
L'interno è basilicale a tre navate divise da colonne dai rozzi capitelli e con presbiterio sopraelevato sulla cripta. Il ripristino novecentesco ha rimosso l'apparato decorativo barocco riportando il luce gli affreschi medievali con storie della Passione di Cristo e figure di Santi.
TEATRO ROMANO
fu costruito entro le mura nel secondo quarto del I secolo, utilizzando più tecniche edilizie.
Gravemente danneggiato per un cedimento franoso (forse per un terremoto) dall'ambulacro all'orchestra e in parte ripristinato anticamente, fu poi nascosto e alterato dalla costruzione sulla scena della chiesa di S. Agata e della case Corvi ('300-'500) dall'ampliamento del monastero benedettino.
LA CITTA' ALTA
comprende i luoghi e le sedi rappresentative della vita cittadina e delle istituzioni:
ARCO DI DRUSO
posto a sinistra di piazza S.Ansano, costituiva il monumentale ingresso al foro. L'arco presenta un solo fornice in grossi blocchi di calcare locale e fu eretto per volontà del Senato spoletino in onore di Druso Minore e di Germanico, rispettivamente figlio nipote di Tiberio, dopo la morte del primo avvenuta nell'anno 23. Interrato nel Medioevo e in parte nascosto nelle case vicine, ha il pilone destro libero fino al piano antico, su tre lati.
PIAZZA DEL MERCATO
nel Medioevo prendeva il nome di piazza del Foro. Si trova su parte dell'ampia spianata rettangolare del foro romano. Nel 1746-48 vi fu inserita la FONTE DI PIAZZA, scenografica realizzazione di gusto romano dovuta a Costantino Fiaschetti. Nella parte superiore è ornata da quattro stemmi e da una targa eseguiti nel 1626 su disegno di Carlo Maderno in onore di Urbano VIII.
PALAZZO ARCIVESCOVILE
è l'esito di più fasi costruttive, di cui rilevanti quelle del '400-'500 dei vescovi Eroli che ristrutturarono l'ala meridionale, mentre il lato settentrionale, concluso nel '500, fu rifatto nel '700.
Nel XVII secolo fu rinnovato il cortile interno e tamponata la loggia. L'interno ospita il Museo diocesano.
PALAZZO COMUNALE
fronteggia il Palazzo Arcivescovile e la facciata settentrionale è opera di Anton Maria Ferrari (1784). Il prospetto meridionale è invece opera di Francesco Angelo Amadio (dal 1786) ed affaccia su piazza del Municipio.
Il palazzo risale al XIII secolo e fu rinnovato e ampliato a metà del '400 quando divenne residenza del Papa Niccolò V.
Dopo il terremoto del 1703 fu ricostruita accorpando edifici adiacenti.
PIAZZA DUOMO
aperta su un terrazzo artificiale ricavato già in età romana sul pendio del colle di S. Elia, fu definita tra il XII e il XVI secolo con la costruzione delle architetture che la delimitavano componendo uno spazio ricco di articolazioni formali e volumetriche, calamitato dal mirabile involucro della Cattedrale.
IL DUOMO, dedicato all'Assunta, fu eretto in forme romaniche verso la fine del XII secolo sull'antica S. Maria del Vescovato, che si ipotizza fondata nell' VIII-IX secolo, fu consacrato dal Papa Innocenzo III nel 1198. L'interno fu ricostruito nel '600.
La facciata è orizzontalmente in tre ordini. Quello inferiore dove si apre un magnifico portale romanico con grandiosi stipiti e un superbo architrave a decorazione vitinea d'ispirazione classica, è preceduto da un elegante portico rinascimentale a cinque arcate (opera di Ambrogio da Milano e del fiorentino Pippo di Antonio) iniziato nel 1491. La zona mediana presenta, sopra ad una galleria cieca con due telamoni, una grande rosa centrale, circondata dai simboli degli Evangelisti e fiancheggiata da quattro rosoncini e al di sopra una serie di archetti su colonnine.
La parte superiore , a coronamento triangolare, ornato da tre rosoncini, si profilano tre arcate ogivali, quella mediana è ornata da un grande mosaico bizantineggiante (Cristo benedicente tra la Vergine e S. Giovanni firmato Solsterno – 1207). A sinistra della facciata si leva il poderoso campanile, costruito nel XII secolo con materiali di spoglio romani, paleocristiani e alto-medievali. La cella campanaria fu eseguita nel 1512-15 su disegno di Cola da Caprarola.
L'interno è a croce latina, a tre navate con grande abside semicircolare. La costruzione romanica, a tre navate divise da colonnato e il tetto a travature palesi, fu rinnovata quasi interamente entroil 1644 da Luigi Arrigucci, architetto camerale di Urbano VIII, che voltò una cupola sul presbiterio, spostò il transetto e impostò le volte su massicci pilastri. Gli altari e le quattro grandi porte nelle navate sono opera di Giuseppe Valadier. La navata centrale ha un pavimento musivo di epoche varie, ma in gran parte del sec. XII. Le due acquasantiere sono del 1484.
PIAZZA DELLA SIGNORIA
sottostante a piazza del Duomo, vi si scende per la scalinata al piede del campanile. La piazza, di sistemazione novecentesca, prende nome dalla supposta destinazione del grandioso palazzo che, secondo Giuseppe Sordini, il gonfaloniere di Spoleto Pietro Pianciani iniziò a costruire probabilmente sopra il duecentesco palazzo detto di S. Maria, dove era sistemata la residenza podestarile.
PIAZZA CAMPELLO
piazza inclinata che fa da tramite fra la città murata e il polo della Rocca. La sistemazione novecentesca, con la densa alberatura che ne altera le prospettive originarie e nasconde la complessa viabilità storica d'accesso, non facilita la comprensione di questo spazio, valorizzato dai Francescani nella seconda metà del Duecento con l'inserimento sul lato orientale, dell'ex chiesa dei Ss. Simone e Giuda, con portale gotico, e dell'annesso convento, manomessi nel 1863 per la trasformazione in caserma e poi in convitto maschile (ora dell'Inpdap).
Accanto è la Fontana del Mascherone, rifacimento del 1736 di un manufatto del 1642. La costruzione sul lato sud-occidentale del Palazzo Campello (1597-1600), al posto delle case medievali dell'antica famiglia comitale, riqualificò la piazza con funzioni di rappresentanza. L'edificio ha prospetto tardo-rinascimentale e l'interno rinnovato nell'800. Nell'atrio si trova un sarcofago romano.
PONTE DELLE TORRI
splendida passeggiata che prende avvio da piazza Campello e in fondo alla quale si imbocca (a destra dell'ingresso della Rocca) la VIA DEL PONTE, fiancheggiata a monte da un tratto di MURA poligonali e romane, facenti parti della recinzione dell'arce primitiva.
Si giunge a un largo, dominato da un poderoso BASTIONE a blocchi poligonali, dal quale si ha di fronte una stupenda vista del MONTELUCO nel suo manto selvoso, sormontato da una croce, a destra il colle e la chiesa si S. Giuliano e in basso il letto del Tessino, con a sinistra la chiesa di S. Pietro e a destra il colle dei Cappuccini e le alture che, sullo sfondo dei Martani, digradano col colle Risana verso il piano.
Proseguendo si arriva a capo dell'arditissimo PONTE DELLE TORRI, a cavallo sull'impressionante baratro fra il colle della Rocca e il Monteluco. Il manufatto è gigantesco ed è composto da nove piloni collegati da dieci arcate lievemente ogivali. Alto circa 76 metri e lungo 230. Monumentale struttura in calcare locale del quale non si hanno notizie precise dell'epoca di edificazione e della sua reale funzione. La datazione dovrebbe comunque oscillare tra il XIII e il XIV secolo.