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L'ANGOLO DELLE REGIONI D'ITALIA
















SPOLETO (PG)

SPOLETO, 396m., circa 39000 abitanti, patrono San Ponziano protettore dai terremoti.

Una città che vive in simbiosi con la natura, in un rapporto compenetrato con la natura circostante.

Il Monteluco, una vera e propria componente della città storica, con la foresta di lecci protetta fin dall'antichità da leggi che ne hanno impedito il taglio, e ininterrottamente popolato per oltre un millennio da comunità eremitiche.

UN PO' DI STORIA:

l'evoluzione plurimillenaria di Spoleto diventa storia alla fine del IV secolo a.C., epoca in cui è riferibile la prima cerchia muraria, detta delle “mura ciclopiche”, costituita da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale. Tratti di questa cinta sono ben visibili nella zona della Rocca, dove rinvenimento di materiale ceramico e bronzeo documentano la presenza di un santuario umbro posto sulla sommità del colle, con una durata fino all'età repubblicana. All'interno di questo spazio murato si sviluppa la città romana che segue le prerogative dell'urbanistica ionica. Dal foro (l'attuale piazza del Mercato, si dipartivano il decumano massimo (attuali vie del Municipio, del Mercato, Plinio il giovane) e il “cardo” (vie dell'Arco di Druso e del Palazzo dei Duchi), segmento urbano della via Flaminia.

Al lento dissolvimento dell'impero romano seguì un periodo di transizione. Grazie all''efficienza della consolare flaminia, arrivarono in rapida successione a Spoleto, Teodorico che fece restaurare la città e bonificare la valle in larga parte impaludata (507-511), Totila che ne fu il fautore della distruzione (545), Narsete che intraprese il ripristino delle mura (553). Nel 576 i Longobardi istituirono il Ducato di Spoleto, che permise alla città di assumere un'influenza politica su un vasto territorio dell'Italia centro-meridionale, fino al Ducato di Benevento.

Con la nascita del Comune, i feudatari (Ancaiani, Pianciani, Campello) furono incentivati dalla politica comunale ad insediarsi in città ed edificarono alte torri. Nel 1155 Spoleto fu, secondo la tradizione, rasa al suolo dal Barbarossa, nonostante fosse una città munitissima e difesa da cento torri.

Con questa distruzione ci fu un'accellerazione del processo di autonomia politica già in atto da tempo, che dette luogo ad un grande rinnovamento edilizio. I canali esterni esterni alle mura e le palizzate lignee carbonare non erano più in grado di proteggere la popolazione che dai castelli e dalle “ville aperte” si era insediata nelle aree prossime alle antiche porte. Lungo gli assi viari che entravano in città si formarono i borghi di San Gregorio (via di Porta Fuga), San Ponziano (via Ponzianina), San Matteo (oggi Borgaccio, fuori porta San Lorenzo) e San Pietro (oggi Monterone).

In seguito a tale processo evolutivo il Comune nel 1296, decise di costruire una nuova cinta urbica, munita di torri di guardia e di porte.

Nel 1359 fu avviata la costruzione della Rocca, in occasione della preparazione politico-militare del ritorno dei Papi da Avignone a Roma.


DUOMO

- Cattedrale di Santa Maria Assunta -


COSA VISITARE IN BREVE:
  • PIAZZA DELLA VITTORIA
  • PIAZZA GARIBALDI
  • CHIESA DI SAN GREGORIO MAGGIORE
  • CORSO GARIBALDI
  • ARCO DI DRUSO
  • PIAZZA DEL MERCATO
  • PALAZZO ARCIVESCOVILE
  • PALAZZO COMUNALE
  • PIAZZA DUOMO
  • PIAZZA DELLA SIGNORIA
  • PIAZZA CAMPELLO
  • PONTE DELLE TORRI
  • MONASTERO DI SANT'AGATA
  • TEATRO ROMANO
  • MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Spoleto E DINTORNI::

  • ESCURSIONI AL MONTE LUCO

Ponte romano "del Sanguinario"

- (oggi sotterraneo) -


PIAZZA DELLA VITTORIA ampio spazio alberato tangente alla cortina medievale, ebbe, già in età romana, rilevanza per le comunicazioni extraurbane in quanto qui confluivano, per varcare il torrente Tessino ed entrare in città.

Il PONTE antico, detto SANGUINARIO perchè nei pressi vi si martirizzavano i cristiani (altre fonti pensano derivi dal nome “Sandapilarius” della Porta del vicino anfiteatro) è da secoli interrato per il naturale spostamento a nord del torrente, registrato già nel XIII secolo. Scendendo le scale antistanti il Monumento a Garibaldi (Silvestro Silvestri-1884), se ne possono osservare i resti.

VIALE TRENTO E TRIESTE il rettilineo, che si stacca verso nord al di là del moderno ponte S.Gregorio, fu tracciato attorno al 1860 per collegare la città storica alla Stazione ferroviaria. Il piazzale davanti a questa è dominato da una grandiosa composizione in ferro, il “Teodolapio” di Alexander Calder (1962), realizzata per il Festival dei Due Mondi.

PIAZZA GARIBALDI era anticamente chiamata campo San Gregorio o La Valle, a margine estremo dell'urbanizzazione extramuraria incluso nella seconda murazione.


PORTA S. GREGORIO O GARIBALDI fa da tramite tra Piazza della Vittoria e Piazza Garibaldi e nel Duecento costituiva il principale ingresso alla città murata a nord. Rifatta in forme turrite nel XV secolo e ancora nel 1825 da Leone XII ed infine ricostruita a due fornici dopo la distruzione da parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale che nel 1944 la fecero saltare.

CHIESA DI SAN GREGORIO MAGGIORE Chiesa romanica innalzata nel 1079 su un preesistente edificio di culto dedicato al martire spoletino, presso un'area cimiteriale cristiana. Venne consacrata nel 1146 e successivamente in parte rinnovata fino al XVIII secolo. Nel 1907 ebbe ripristinati il prospetto e nel 1947-48 l'interno. La facciata del XII secolo fu sopraelevata nel '300 a imitazione del Duomo. A sinistra del Portico (del '500) si apre la trecentesca CAPPELLA DEGLI INNOCENTI, affrescata probabilmente dagli Angelucci di Mevale con “scene della vita di S. Abbondanza” (sepolta in questa chiesa dove, a detta di una iscrizione sul potico, furono inumati diecimila martiri). Il campanile, a destra della facciata, risale al XII secolo e fu costruito con materiale di spoglio di età romana e sopraelevato sul finire del '400. L'interno è basilicale a tre navate divise da colonne dai rozzi capitelli e con presbiterio sopraelevato sulla cripta. Il ripristino novecentesco ha rimosso l'apparato decorativo barocco riportando il luce gli affreschi medievali con storie della Passione di Cristo e figure di Santi.

TEATRO ROMANO fu costruito entro le mura nel secondo quarto del I secolo, utilizzando più tecniche edilizie. Gravemente danneggiato per un cedimento franoso (forse per un terremoto) dall'ambulacro all'orchestra e in parte ripristinato anticamente, fu poi nascosto e alterato dalla costruzione sulla scena della chiesa di S. Agata e della case Corvi ('300-'500) dall'ampliamento del monastero benedettino.

LA CITTA' ALTA comprende i luoghi e le sedi rappresentative della vita cittadina e delle istituzioni:

ARCO DI DRUSO posto a sinistra di piazza S.Ansano, costituiva il monumentale ingresso al foro. L'arco presenta un solo fornice in grossi blocchi di calcare locale e fu eretto per volontà del Senato spoletino in onore di Druso Minore e di Germanico, rispettivamente figlio nipote di Tiberio, dopo la morte del primo avvenuta nell'anno 23. Interrato nel Medioevo e in parte nascosto nelle case vicine, ha il pilone destro libero fino al piano antico, su tre lati.

PIAZZA DEL MERCATO nel Medioevo prendeva il nome di piazza del Foro. Si trova su parte dell'ampia spianata rettangolare del foro romano. Nel 1746-48 vi fu inserita la FONTE DI PIAZZA, scenografica realizzazione di gusto romano dovuta a Costantino Fiaschetti. Nella parte superiore è ornata da quattro stemmi e da una targa eseguiti nel 1626 su disegno di Carlo Maderno in onore di Urbano VIII.

PALAZZO ARCIVESCOVILE è l'esito di più fasi costruttive, di cui rilevanti quelle del '400-'500 dei vescovi Eroli che ristrutturarono l'ala meridionale, mentre il lato settentrionale, concluso nel '500, fu rifatto nel '700. Nel XVII secolo fu rinnovato il cortile interno e tamponata la loggia. L'interno ospita il Museo diocesano.

PALAZZO COMUNALE fronteggia il Palazzo Arcivescovile e la facciata settentrionale è opera di Anton Maria Ferrari (1784). Il prospetto meridionale è invece opera di Francesco Angelo Amadio (dal 1786) ed affaccia su piazza del Municipio. Il palazzo risale al XIII secolo e fu rinnovato e ampliato a metà del '400 quando divenne residenza del Papa Niccolò V. Dopo il terremoto del 1703 fu ricostruita accorpando edifici adiacenti.

PIAZZA DUOMO aperta su un terrazzo artificiale ricavato già in età romana sul pendio del colle di S. Elia, fu definita tra il XII e il XVI secolo con la costruzione delle architetture che la delimitavano componendo uno spazio ricco di articolazioni formali e volumetriche, calamitato dal mirabile involucro della Cattedrale. IL DUOMO, dedicato all'Assunta, fu eretto in forme romaniche verso la fine del XII secolo sull'antica S. Maria del Vescovato, che si ipotizza fondata nell' VIII-IX secolo, fu consacrato dal Papa Innocenzo III nel 1198. L'interno fu ricostruito nel '600. La facciata è orizzontalmente in tre ordini. Quello inferiore dove si apre un magnifico portale romanico con grandiosi stipiti e un superbo architrave a decorazione vitinea d'ispirazione classica, è preceduto da un elegante portico rinascimentale a cinque arcate (opera di Ambrogio da Milano e del fiorentino Pippo di Antonio) iniziato nel 1491. La zona mediana presenta, sopra ad una galleria cieca con due telamoni, una grande rosa centrale, circondata dai simboli degli Evangelisti e fiancheggiata da quattro rosoncini e al di sopra una serie di archetti su colonnine. La parte superiore , a coronamento triangolare, ornato da tre rosoncini, si profilano tre arcate ogivali, quella mediana è ornata da un grande mosaico bizantineggiante (Cristo benedicente tra la Vergine e S. Giovanni firmato Solsterno – 1207). A sinistra della facciata si leva il poderoso campanile, costruito nel XII secolo con materiali di spoglio romani, paleocristiani e alto-medievali. La cella campanaria fu eseguita nel 1512-15 su disegno di Cola da Caprarola. L'interno è a croce latina, a tre navate con grande abside semicircolare. La costruzione romanica, a tre navate divise da colonnato e il tetto a travature palesi, fu rinnovata quasi interamente entroil 1644 da Luigi Arrigucci, architetto camerale di Urbano VIII, che voltò una cupola sul presbiterio, spostò il transetto e impostò le volte su massicci pilastri. Gli altari e le quattro grandi porte nelle navate sono opera di Giuseppe Valadier. La navata centrale ha un pavimento musivo di epoche varie, ma in gran parte del sec. XII. Le due acquasantiere sono del 1484.

PIAZZA DELLA SIGNORIA sottostante a piazza del Duomo, vi si scende per la scalinata al piede del campanile. La piazza, di sistemazione novecentesca, prende nome dalla supposta destinazione del grandioso palazzo che, secondo Giuseppe Sordini, il gonfaloniere di Spoleto Pietro Pianciani iniziò a costruire probabilmente sopra il duecentesco palazzo detto di S. Maria, dove era sistemata la residenza podestarile.

PIAZZA CAMPELLO piazza inclinata che fa da tramite fra la città murata e il polo della Rocca. La sistemazione novecentesca, con la densa alberatura che ne altera le prospettive originarie e nasconde la complessa viabilità storica d'accesso, non facilita la comprensione di questo spazio, valorizzato dai Francescani nella seconda metà del Duecento con l'inserimento sul lato orientale, dell'ex chiesa dei Ss. Simone e Giuda, con portale gotico, e dell'annesso convento, manomessi nel 1863 per la trasformazione in caserma e poi in convitto maschile (ora dell'Inpdap). Accanto è la Fontana del Mascherone, rifacimento del 1736 di un manufatto del 1642. La costruzione sul lato sud-occidentale del Palazzo Campello (1597-1600), al posto delle case medievali dell'antica famiglia comitale, riqualificò la piazza con funzioni di rappresentanza. L'edificio ha prospetto tardo-rinascimentale e l'interno rinnovato nell'800. Nell'atrio si trova un sarcofago romano.

PONTE DELLE TORRI splendida passeggiata che prende avvio da piazza Campello e in fondo alla quale si imbocca (a destra dell'ingresso della Rocca) la VIA DEL PONTE, fiancheggiata a monte da un tratto di MURA poligonali e romane, facenti parti della recinzione dell'arce primitiva. Si giunge a un largo, dominato da un poderoso BASTIONE a blocchi poligonali, dal quale si ha di fronte una stupenda vista del MONTELUCO nel suo manto selvoso, sormontato da una croce, a destra il colle e la chiesa si S. Giuliano e in basso il letto del Tessino, con a sinistra la chiesa di S. Pietro e a destra il colle dei Cappuccini e le alture che, sullo sfondo dei Martani, digradano col colle Risana verso il piano.

Proseguendo si arriva a capo dell'arditissimo PONTE DELLE TORRI, a cavallo sull'impressionante baratro fra il colle della Rocca e il Monteluco. Il manufatto è gigantesco ed è composto da nove piloni collegati da dieci arcate lievemente ogivali. Alto circa 76 metri e lungo 230. Monumentale struttura in calcare locale del quale non si hanno notizie precise dell'epoca di edificazione e della sua reale funzione. La datazione dovrebbe comunque oscillare tra il XIII e il XIV secolo.

Ponte romano "del Sanguinario"

- (oggi sotterraneo) -


DUOMO di Spoleto

- Cattedrale di Santa Maria Assunta vista dalla scalinata -


"Dormitio Virginis" - La morte di Maria affresco di Filippo Lippi

- Duomo di Spoleto -



Lettera autografa di S.Francesco a Frate Leone

- Duomo di Spoleto -


Vicolo di Spoleto


Chiesa di San Gregorio Maggiore


TEATRO LIRICO SPERIMENTALE DI SPOLETO A.BELLI


Ponte delle Torri

- acquedotto medioevale -


Ponte delle Torri

- acquedotto medioevale -


Ponte delle Torri

- acquedotto medioevale -


Rocca Albornoziana


Veduta di Spoleto




Fonti Bibliografiche: UMBRIA Guide d'Italia - Touring Club Italiano
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